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Repubblica on line 15/01/2001 - E i prodotti naturali vanno forte in Rete

 

Quasi 5 quintali di ricottina al fumo di ginepro del parco nazionale d’Abruzzo venduti on line in Usa

CARLO ALBERTO PRATESI *

Uno dei settori in cui l’ecommerce sembra dare risultati interessanti è quello dei prodotti gastronomici. In particolare, secondo gli esperti, si vendono bene quegli articoli un po’ rari, possibilmente biologici, che possano dare lo spunto per raccontare una storia (per esempio di una regione o di una comunità) e che consentono a chi li acquista di comprare insieme al prodotto un po’ di quella cultura locale. Insomma, visitare il sito e ordinare deve essere vissuto un po’ come un’esperienza di viaggio. Un caso di notevole successo è quello della ricottina al fumo di ginepro, un prodotto squisito e particolarissimo che viene realizzato all’interno del Parco Nazionale di Abruzzo. Attraverso il sito Esperya durante le vacanze di Natale ne sono state venduti 5 quintali, una quantità superiore a qualunque aspettativa dei produttori. «Quello che ci ha sorpreso di più — spiega Manuela Cozzi della cooperativa agrituristica Asca — è che il 70% del prodotto è stato venduto negli USA». Il successo della ricottina ha suggerito un’iniziativa ancora più originale che ha avuto un certo risalto sui media internazionali (ne hanno parlato The Times, Le Figaro, Radio Melburne ecc.); la stessa cooperativa offre ai clienti la possibilità di "adottare" on line (www.asca.dimmidove.com) una pecora abruzzese al prezzo di 180 euro/anno. Il contratto garantisce all’adottante tutta la produzione dell’animale, in particolare: 5 kg di pecorino, 3 kg di ricotta fresca, 1 agnello da 10 chili, 1 kg di "salamelle di tratturo", un paio di calzini di lana da trekking e due chili di concime organico. E’ nata come un’iniziativa ambientalista a favore del territorio di Anversa degli Abruzzi con lo slogan «adotta una pecora e salva la natura» e poi se ne è scoperto l’interesse in termini economici. Di pecore ne sono state collocate già 400, quasi tutte all’estero (in Italia il primo cliente è stato il ministro Pecoraro Scanio).
Evidentemente, l’abbinamento tra prodotti naturali e Internet sembra portare ottimi risultati. Tra i precursori c’è l’azienda agricola il Biviere — che dal 1993 distribuisce a domicilio agrumi siciliani biologici oltre ad alcuni prodotti alimentari tipici del mediterraneo (marmellate, vino, ecc.) — per la quale il canale Internet (www.arance.it) produce il 35% delle vendite e sta lentamente spiazzando il classico numero verde. Ma gli esempi non mancano. «Il nostro sito web non era ancora ultimato e già c’era arrivata la richiesta di una bottiglia di Centerbe dagli Stati uniti» dice sorpreso Pietro Santucci della cooperativa la Betulla di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo.
«La formula vincente, che consente di tenere prezzi remunerativi, è quella di offrire un prodotto biologico certificato realizzato all’interno di un’area naturale protetta» spiega Andrea Ferraretto, esperto di sviluppo locale «Il successo di questi esperimenti, oltretutto, consente sia di salvare specie autoctone in via d’estinzione (come, per esempio, la pecora sopravvissana in Abruzzo), sia di dimostrare, con i fatti, la convenienza economica dei parchi naturali, troppo spesso accusati di essere soltanto dei freni allo sviluppo».

*Università di Roma Tre

 

Cooperativa Agrituristica A.S.C.A. P.zza Roma 11/a 67030 Anversa degli Abruzzi Tel.+39 086449492 Fax +39 086449595

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